In occasione delle Feste di Natale vi proponiamo alcune lettere e quaderni scritti da bambini italiani nel periodo delle due guerre mondiali, tra il 1916 e il 1948. Raramente si tratta di testi elaborati dai piccoli scrittori, ma piuttosto suggeriti o anche dettati dai loro insegnanti e genitori; sono comunque un riflesso dell’epoca storica alla quale risalgono. Non c’è alcun riferimento alla guerra mondiale in corso nella lettera alquanto pomposa di Fernanda e in quella più infantile e spontanea di Riccardo, forse fratello e sorella. Il tema di Maura ci riporta al Fascismo sia nella datazione, che segue l’era fascista, sia nella preghiera per il re, il duce e la Patria. Maria, con seri problemi di ortografia, esprime la sua gioia davanti alla neve e la speranza di essere promossa. La guerra è protagonista delle due lettere di Luciano, il cui padre è richiamato al fronte, e del tema di Marina, figlia di un ufficiale prigioniero in India e sfollata a Gardone Riviera. Il ritorno della pace e della serenità si riflette nelle composizioni del dopoguerra: Giovanni, pastorello di Gattorna, pensa alle prelibatezze del pranzo di Natale, mentre Angela si lascia avvolgere dalle solennità religiose della festa.
Nell’anno in cui abbiamo celebrato l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale sono in corso ancora molti, troppi conflitti. Per questo vale ancora per tutti noi l’augurio della piccola Marina: «Speriamo che il 1945 ci porti la pace».
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Fernanda, 1916
Amati genitori, non è già l’uso e la convenienza che mi ricordino di scrivervi, nella ricorrenza del santo Natale; sono bensì la tenerezza ed il rispetto che mi spingono a manifestarvi i sentimenti della figlia più affettuosa.
Accogliete i sinceri voti ch’io vi faccio per la vostra salute e per la vostra felicità.
Se il buon Dio vorrà esaudirmi, come ne ho viva fede, la vostra vita sarà lunga e felice. Però sarei ben coltevole se mi accontentassi / di fare voti ad Dio per la vostra felicità, senza darmi io stessa ogni premura per contribuirvi in tutto ciò che posso. Ricevete dunque, cari genitori, la sicurazione che tutti i miei sforzi sono e saranno rivolti a questa mira e non soltanto per tenerezza figliale ma in ricompensa delle cure che ne avete prodigato nella mia infanzia e che continuate tuttavia.
Accettate i più fervidi auguri dalla vostra affezionatissima figlia Fernanda.
Natale del 1916.
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Riccardo, 1916
Carissimi genitori
Ecco finalmente arrivo il giorno di Natale per augurarvi mille anni felici. In questo giorno vi auguro che Iddio vi conservi mille anni felice.
Vi prometto che non vi disubbidiro mai più nel tempo della vostra vita. Certe volte vi ho scontentato / ma ora me ne pento.
Ricevete tanti baci dall vostro affezionatissimo figlio Riccardo.
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Maura, 1936
Martedì 29 dicembre 1936. Anno XV Era Fascista.
Nel Santo giorno di Natale io insieme al babbo e alla mamma, mi sono recata in chiesa a visitare il Presepio. Ed ho chiesto a Gesù Bambino che mi faccia crescere buona, studiosa, obbediente. E che conservi in salute il babbo, e la mamma, la mia maestra, i nonni, gli amici e parenti, e anche tutti gli italiani. E che protegga il Re e il Duce e anche la nostra gloriosa Patria.
Venerdì 1 gennaio 1936, Anno XV Era fascista.
Il nuovo anno.
Oramai è finito il vecchio anno. A mezzanotte del 31 dicembre è stato salutato con spari e canti di allegria. Oggi incomincia il nuovo anno.
Incomincia il nuovo anno, come una nuova vita.
Così dopo tutte queste feste, di allegria trascorse assieme ai miei cari genitori ritornerò a scuola e riprenderò le mie lezioni assieme alla mia cara maestra e con le mie compagne.

Maria, senza data
Pensiero
Propprio il mattino del giorno di Natale appena alzata mi affacciai alla finestra e ho vispo cadere la prina neve di quest’anno. Vi era già i tetti, i prati, le vigne e i canpi coperti da un candido velo.
29 dicenbre
Tena
Che cosa devo fare durante le vacanze invermali.
Pensiero.
Durante le vacanze invernali devo sempre scrivere e leggere, perché alla fine delle vacanze sappii a leggere e a scrivere per starne pomossa alla quarta classe.
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Luciano, 1940
25 dicembre 1940. XIX
Carissimi genitori, come ogni anno, vi scrivo questa lettera nella quale esprimo tutti i sentimenti augurali di figlio, per un buon Natale.
Sono felice che tu, babbo, passi con me questo santo giorno mentre potresti essere richiamato.
Io, in questo giorno, pregherò per voi il Signore, affinché vi conservi in ottima salute.
Pregherò per i soldati che combattono e soprattutto perché questa guerra finisca presto con la nostra vittoria. Vi rinnovo la promessa di ubbidirvi sempre e di accontentarvi in tutto.
Questo Natale è il più brutto che passo perché sono assai dispiacente di questa guerra; però prometto che farò quanto a me è possibile per renderlo bello a voi, miei carissimi genitori.
Vostro affezionatissimo figlio Luciano
Natale 1940
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Luciano, 1941
Carissimi genitori,
oggi S. Natale, io rinnovo le promesse di ubbidienza e riverenza verso voi. Pregherò Gesù Bambino affinché vi dia le grazie necessarie per vivere santamente, conservarvi sani, ed avere lunga vita.
In questo anno di guerra non si potrà invitare a pranzo nessuno. Trascorreremo il Natale soli, nella gioia famigliare. Vi ringrazio per tutto ciò che avete fatto per me sino ad oggi e farete poi.
Spero di ricevere la promozione e prometto di non disubbidirvi più.
Pregherò tanto anche per i soldati, affinché abbiano la forza di vincere su tutti i fronti, e perché la guerra finisca con una splendida vittoria. Ricorderò a Dio tutti i miei parenti, e intercederò per loro presso il Padre Celeste.
Vi porgo i più affettuosi auguri.
Vostro affezionatissimo Luciano
Natale 1941
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Marina, 1945
3-1-1945
Tema. Natale
Natale è ormai passato. Un Natale triste di guerra, lontani dalle proprie case e dai propri affetti. Ci sono bimbi che non hanno più né il loro babbo né il loro focolare perché sono stati distrutti dalla furia della guerra. Madri e spose, non hanno potuto nel Giorno Santo essere unite ai loro figli e mariti, che combattono o muoiono difendendo il suolo della Patria, e la sospirata pace non è venuta a rallegrare tanti volti afflitti. Dato che c’è il coprifuoco, quest’anno, come del resto anche l’anno scorso, non si è potuta celebrare la messa di mezzanotte e la funzione si è svolta alle sei pomeridiane. Anch’io vi andai e, con molte altre persone, feci la S. Comunione. La mattina di Natale, alzandomi, trovai in sala da pranzo dei piccoli regali: un bel grembiule di tela cerata, quattro libri, una spilletta, un portamonete e dei dolci.
Speriamo che il 1945 ci porti la pace.
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Giovanni, 1947
Gattorna, 19.12.1947
Diario
Dopo tanto aspettare è arrivato Natale si va alla messa di mezzanotte, si fa la Comunione, nasce Gesù bambino. Per Natale si usa fare i ravioli, i pandolce, il torrone, gli auguri di Natale. E qualche opera di bene chi è più povero di noi. Per Natale si fa il presepio per ricordare quello di Gesù Bambino. Per Natale il Prevosto à fatto bacciare Gesù bambino.
Augurri a tutti di buon Natale.
Gattorna, 2.1.1948
Diario
Oggi il 47 è morto è nato il 48. Il quarantotto non sa nulla, è come un bambino quando nasce speriamo che il Signore faccia venire delle belle giornate di sole. Per i primo dell’anno si fa la seconda festa di Natale si usa a fare il pan dolce i ravioli il torrone.
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Angela, 1948
21.12.48
Diario
Squilli di campane, festa nei cuori, sorrisi sui volti; è Natale, Evviva, evviva questa bella solennità! Essa ci rende più buoni, e fa nascere nell’animo di noi figlioli tanti generosi propositi. Essere più obbediente, e più studiosa, farmi tanto onore a suola. Molte famiglie si raccolgono in devoto raccoglimento davanti alla culla del Bimbo Gesù per ringraziarlo dei doni / che giornalmente ci dà.
23.12. 48
Tema, Come ho passato le vacanze natalizie.
Le vacanze Natalizie le ho passate molto bene perché mi sono divertita un mondo. Che bella notte di Natale, tutta la città era illuminata. La chiesa in quella sera era affollatissima, vi provai un sentimento di vera commozione quando al canto del Gloria si accesero tutte le lampade dell’altare e del presepio. /
Come era bello il Bambinello con le sue manine aperte! Sembrava che ci invitasse tutti ad abbracciarlo. Nei giorni seguenti mi sono divertita a giocare, e fare delle belle gite, però non è da credere che non abbia studiato, anzi ogni giorno ho fatto qualche diario assegnatomi dalla signora maestra e sopra tutto ho letto molto. Nel giorno della festa ho visitato il presepio della Parrocchia che è tanto bello, sembra di vedere quei paesaggi della Palestina dove nacque Gesù.
Le lettere e i quaderni sono conservati nel Laboratorio Scuola e Memoria dell’Archivio di Stato di Genova. I testi di Luciano e Marina sono stati esposti dal 26 marzo al 6 giugno 2025 nella mostra “La guerra è finita. Storie di gente comune nel secondo conflitto mondiale” e letti al pubblico il 6 giugno nel corso dell’evento “«Una bella noia dover rispondere a tanta gente che siamo vivi»: Voci da Genova in guerra”.
























