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Archivio di Stato di Genova

La nave Orazio

Alla vigilia dell’entrata in guerra dell’Italia, la motonave Orazio - che negli anni ’30 era stato uno dei piroscafi più lussuosi della navigazione civile - serviva sulla rotta Genova-Sud America e come tale era tra le più utilizzate per il trasporto delle famiglie ebree che emigravano con l’aiuto di organizzazioni internazionali. Partita da Genova nel gennaio 1940, aveva a bordo 423 passeggeri e 210 uomini di equipaggio.

Fermata in alto mare da una unità militare francese, la nave viene sottoposta al controllo di ufficiali del controspionaggio, che interrogano e quindi portano via alcuni passeggeri. Il diario di Chiara Calda, oggi conservato nell’Archivio Diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, riferisce che gli arrestati erano ebrei:

«Arrivò il momento di imbarcarci e salimmo a bordo. Gli ultimi addii dall’alto della nave e la partenza. La cabina era bellissima, ampia, comoda con un bagno incluso e si presagiva un viaggio felice. Cominciava a imbrunire e sentiamo delle sirene e la nave che rallenta… Che succede? Ci affacciammo e vediamo arrivare delle barche che avvicinandosi dettero l’ordine di abbassare la scala d’accesso. Vennero vari agenti tutti uniformati, ci riunirono tutti in una sala, revisionarono tutti i documenti e i passaporti e si portarono via tutti gli ebrei che erano riusciti ad imbarcarsi per eludere la persecuzione. Li fecero scendere cosi come erano in un modo assai brusco e li portarono chissà dove. Per noi che li vedevamo allontanarsi nel buio (era ormai tardi) rimase un senso di pietà che ci lasciò abbastanza tristi e pensierosi».

Giù dalla nave degli ebrei

 

Immagine tratta da Wikipedia - La nave Orazio a fuoco

 

Alle ore 5.12 del mattino del 21 gennaio 1940, al largo di Tolone, un’esplosione di cui non furono mai accertate le cause provoca un incendio in sala macchine. Il comandante Michele Schiano lancia immediatamente l’S.O.S. mentre la nave viene avvolta da fumo e fiamme. L’intervento di altre navi, come le italiane Conte Biancamano e Colombo, oltre a diverse imbarcazioni francesi, riesce a trarre in salvo molti dei naufraghi. Le perdite accertate saranno di 48 passeggeri e 60 uomini dell’equipaggio.

Il giornale di bordo della Conte Biancamano, intervenuta in soccorso della nave in fiamme, racconta le drammatiche fasi del salvataggio dei naufraghi.

 

ASGe, Giornali nautici, Conte Biancamano, n. 516.5.

Domenica 21 gennaio. Ore 0418 T.M.G. corrispondenti ore 5.18 locali, s’intercetta SOS della motonave “Orazio” con fuoco a bordo… Ore 5.25 locali con la Gorgona distante miglia 5, segna rotta vera 319. Alle 5.35 trovandoci in Lat. 43°31’ SN, Long. 9°57’ EG, visto che la motonave “Orazio” domandandoci soccorso in Lat. 42°32’ N, Long. 5°30’ E dirigiamo subito con macchine alla velocità massima su di essa, distante miglia 205, con rotta vera 253°, rassicurando che l’avremmo raggiunta verso le ore 16. Comunicazioni abbiamo poi avuto con Coltano Radio e poi null’altro dalla motonave Orazio, avendo per il fuoco il marconista dovuto abbandonare la stazione R.T. Cielo vario, vento fresco di NNW, mare molto agitato. Ore 14.35 riceviamo il seguente messaggio dalla nostra Direzione Generale e poscia quello del nostro Presidente del Consiglio Am-/ [c. 54v.]miraglio Luigi Rizzo, urgente «Conte Biancamano Coltano Radio. Procedete massima velocità assistenza Orazio. Ammiraglio Rizzo Presidente» ai quali rispondiamo col seguente: «Dirigiamo massima forza Orazio dalle 5.35». Durante il percorso siamo spesso in comunicazione col piroscafo “Edera”. Verso le 13.05 e le 14.35 riceviamo dalla nostra Direzione di Genova: «Comandante Biancamano. Piroscafo Edera mezzogiorno giunto Lat. 42°30 N, Long. 5°26 E e non avvistato Orazio alt riteniamo Orazio scarocci causa tempo» e: «Comando piroscafo Conte Biancamano, autorità francesi segnalato ore 12.40 locali piroscafo Orazio avvistato 57 miglia su 165 dal Planier» ed alle 14.40 ci regoliamo di conformità modificando la rotta in Lat. 42°45’ N, Long. 6°23’ EG per 230°.

 

Verso le ore 15, passate le isole d’Hyères, s’incontra cielo coperto, vento forte da Nord Ovest, mare molto grosso, orizzonte fosco, la nave beccheggia e perde sensibilmente di velocità. Avvertiti che il piroscafo Edera aveva avvistato la motonave Orazio e che gli era vicino, l’abbiamo radiogoniometricamente rilevato dirigendo di conformità; alle 16.27 si avvista di prua un fumo proveniente, come abbiamo visto più tardi, dalla motonave Orazio e po-/[c. 55r.]scia i piroscafi Edera e Recca, italiani, nonché un cacciatorpediniere ed un dragamine francesi che incrociavano l’Orazio.

Ore 16.45 si arriva sul punto, si manovra convenientemente ed avendo udito delle grida disperate ci siamo resi conto che vi era della gente a bordo, che però non potevamo vedere in quanto l’Orazio si presentava traversato al mare, avvolto in una cortina di fumo e fiamme, sbandato sensibilmente a sinistra, coll’albero di maestra abbattuto sullo stesso lato. Nonostante il vento forte ed il mare grosso da NO, portandoci alle ore 17.00 a conveniente distanza dalla nave sinistrata si mettono in mare 4 imbarcazioni bene equipaggiate al comando ognuna di un ufficiale e si inizia il salvataggio.

A richiesta di S.E. il Ministro delle Comunicazioni circa lo svolgimento delle operazioni di salvataggio, alle 23.45 gli abbiamo fatto il seguente messaggio: «S.E. Ministro delle comunicazioni, Roma: Vento forte et mare grosso di maestrale. Continuano operazioni di salvataggio piroscafo Orazio completamente in fiamme alt, iniziato ore 17.15 salvataggio equipaggio passeggeri, persone salvate finora da noi 235, dal Colombo 100. Operazioni salvataggio continuano con difficoltà alt. Ci viene riferito che stamani ore sei tre imbarcazioni Orazio sono state calate in mare allontanandosi verso Nord alt. Siamo sul posto Biancamano, Colombo, Collina, Recca, Edera, Caccia et Dragamine francesi. Durante il lavoro di reimbarcare le quattro imbarcazioni causa mare grosso et rollio nave una di esse ha urtato contro lo scafo e danneggiandosi e strappando /[c. 55v.] ormeggi è andata alla deriva nei pressi dell’Orazio. Si dà di ciò comunicazione a tutte le navi a mezzo radio».

Ultimato alle ore una il salvataggio abbiamo inviato i seguenti messaggi:

1) «S.E. Ministro Comunicazioni. Momento incendio Orazio aveva passeggeri 414 equipaggio 231 alt ultimate operazioni salvataggio con concorso Colombo et Dragamine francese alt salvati da noi 318 da Colombo 173 alcuni da detto dragamine cui non riusciti a sapere nome e numero raccolti siamo ora perlustrazione per rintraccio lance Orazio».

2) Capitaneria porto Genova: essendo terminate operazioni salvataggio istruiteci proseguire ricerche tre lance Orazio ammainate questa mattina non ancora rintracciate. Comandante Ferrara.
3) Italmar Genova. Salvataggio ultimato ore una. Comandante Ferrara.
4) Lloydano Genova. Salvati da noi 318 Colombo 173 alcuni da dragamine francesi cui non riusciti sapere nome e numero raccolti alt stiamo ora perlustrando per rintraccio lance Orazio giusta messaggio Italmar.

5) Italmar Genova. Salvati da noi 318, Colombo 173, alcuni da dragamine francese cui non riusciti sapere nome e numero raccolti alt stiamo ora perlustrando per rintraccio lance Orazio. / [c. 56r.]

6) Compamare Genova. Stiamo effettuando ricerca lance Orazio completamente in fiamme. Biancamano salvati 318 Colombo 173 dragamine francesi alcuni cui numero impossibile conoscere.

I suddetti telegrammi son stati lanciati dopo aver ricevuto dal comandante dell’Orazio tramite il comandante del Colombo la comunicazione che le operazioni di salvataggio sono ultimate non essendovi altri superstiti su quella nave. Tuttavia prima di lasciare il punto per iniziare le ricerche delle lance disperse si compie un giro attorno all’Orazio illuminando con riflettori lo specchio d’acqua circostante per accertarsi che non vi fossero delle imbarcazioni o naufraghi. Verso le 2.35 dalla Società Italia, armatrice dell’Orazio, riceviamo: «Comandante Ferrara Conte Biancamano Genova Radio. Apprendiamo commossi compiaciuti salvataggio compiuto compreso comandante. Salvati dovranno tutti essere trasportati Genova. Comunicateci totale esatto passeggeri equipaggio salvati nonché presumibile numero persone allontanatesi imbarcazioni stamani. Procurate rintracciare eventuali dispersi punto. Riteniamo Biancamano potrebbe rientrare Genova dopo perlustrazione per ricercare lance punto Ricca proseguire viaggio punto svincolate Edera / [c. 56v.] punto interesserebbe molto ricuperare relitto perciò esaminatene possibilità utilizzando per rimorchio Cellina aut Colombo punto urgonci liste nominative salvati Italmare» e verso le 3 quest’altro dalla Capitaneria di Genova. «Comandante Piroscafo Biancamano Genova Radio - secondo indicazioni che forniravvi personale motonave Orazio ricerche tre lance salvataggio siano continuate secondo istruzioni datevi Società Italia alt dirigete poi Genova alt informatemi se motonave Orazio debba intendersi perduta et indicatemi numero complessivo persone salvate Compamare Genova». In omaggio a tale disposizione alle 2.35 ci mettiamo subito adoperando riflettori e lampade intensive facendo rotte diverse, alla ricerca delle lance in questione. Alle 9.40 ci sorvolano i due idrovolanti italiani V2 – V3 ed alle 9.45 l’idrovolante francese B36. Incrociandoci verso le ore 11 con il piroscafo Cellina abbiamo ripreso l’imbarcazione n. 8 perduta ieri sera, ricuperata stamani da quella nave giusta comunicazione fattaci alle 8.40: «Comandante Biancamano - abbiamo sottobordo vostra lancia che stiamo ricuperando». Alle 12.30 abbiamo continuato nel nostro servizio di perlustrazione. Alle 13 riceviamo dalla Società Italia il seguente telegramma: [c. 57r.] «Comandante Conte Biancamano Coltano Radio. Informiamo quattro idrovolanti italiani inviati perlustrazione alt attenti mantenere contatto per facilitare ricerche dispersi».

 

Ore 15 ci perviene dal comandante Schiano dell’Orazio, ricoverato sul Colombo, il seguente messaggio: «Comandante Conte Biancamano, ringrazio vivamente da parte mia et equipaggio per opera assistenza nostro salvataggio pregando rendervi interprete tali sentimenti verso vostro bravo equipaggio».

Alle ore 17.50 riceviamo dalla Società Italia: «Comandante Biancamano Coltano Radio. Riteniamo che imbrunire convenga Biancamano et Colombo interrompano ricerche dirigendo Genova scopo sbarcare prontamente superstiti alt. Per eventuale ricupero relitto stiamo trattando per invio rimorchiatori alt. Cellina condizioni tempo consentendolo rimanga prossimità relitto attesa nuove istruzioni alt. Telegrafate ultima posizione relitto nonché stato e previsioni tempo confermato Italmar».

Ricevuto il suddetto marconigramma, alle ore 18 si dirige a tutta forza per Genova. Alle ore 19 riceviamo il seguente messaggio: «Comandante Biancamano Coltano Radio. In riferimento istruzioni già impartitevi Italmar confermiamo rientrare Genova alt indicateci / [c. 57v.] ora vostro arrivo alt precisateci coordinate relitto Lloydiano» al quale si risponde: «Lloydiano Genova ore 18 dirigo Genova arrivando domattina ore 8. relitto giratogli serrato stamani non potendogli determinare posizione causa cielo coperto». A Napoli è mancato alla partenza il violoncellista Guasco Luigi matricola 78266 Genova. I vecchi passeggeri non hanno mancato di esternare la loro più viva ammirazione per la maniera ardimentosa e fraterna con cui l’equipaggio del Biancamano ha concorso alla salvezza dei naufraghi. Un telegramma ricevuto dal Comandante Schiano dell’Orazio salvato dal Colombo esterna a nome suo, degli ufficiali, dell’equipaggio i sentimenti di più viva gratitudine. Ieri tutto indistintamente l’equipaggio dall’ufficiale al mozzo sprezzando il pericolo ha dato prova di coraggio e di fede. Indistintamente tutti hanno voluto concorrere al rischio e sorridenti li vedo oggi lieti del dovere compiuto. Qualche lieve infortunio fra di essi ma niente di grave. Tutti entusiasti di aver ridato la vita colla loro condotta, disciplina, sentimento di dovere e di umanità a 315 persone ed appena appena in tempo in quanto il ritardo di qualche ora all’apportare i soccorsi ne avrebbe causato la morte. Durante le operazioni di salvataggio, a causa del cattivo tempo, / [c. 58r.] nei diversi viaggi compiuti fra il Biancamano e l’Orazio le 4 imbarcazioni vennero parzialmente danneggiate nell’accostarsi alle navi. Vennero rotti 50 remi, perdute 200 cinture di salvataggio, 50 coperte di lana di 1.a, 2.a e 3.a classe e molto altro materiale di dotazione delle lance stesse; inoltre 4 cavi dei paranchi delle lance suddette dovranno essere sostituiti perché logorati in vari punti. Segue navigazione come da Giornale Nautico parte 2.a. Ronde d’incendio ed istruzioni fatte regolarmente. Ore 7.30 imbarca il Pilota. Alle 8 ormeggiato.

Il Comandante Ferrara.

 

Sul naufragio dell’Orazio:

Archivio La Stampa

Incendio della nave Orazio

 

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Ultimo aggiornamento: 25/02/2025