
ASGe, Prefettura italiana 1879-1945, ex Sala 21, n. 184
Le benemerenze militari, civiche e sociali dell’avvocato Giacomo Cohen sono così numerose da essere riportate dall’interessato in una breve pubblicazione a stampa, spesso consegnata o inviata alle autorità.
L’aver ottenuto, tra i primissimi, il provvedimento di discriminazione per se stesso e per l’intera famiglia è per Cohen un motivo di orgoglio; la sua incrollabile fede nel partito fascista lo spinge, il 25 gennaio 1941, a indirizzare una lettera a Mussolini offrendosi di «dedicare ancora gli ultimi anni di vita al servizio vostro e dell’Italia». Nemmeno il sequestro del suo apparecchio radio da parte dei Carabinieri, il 18 dicembre 1941, «perché di razza ebraica», vale a convincerlo della gravità della situazione; la sofferenza che ha provato «specialmente per il significato morale, per il patito sequestro» lo induce a rivolgere al Prefetto una istanza di revoca, accompagnata da copia del suo curriculum vitae. Fino all’ultimo, Giacomo Cohen mantiene l’illusione che i suoi meriti passati valgano a garantire, per lui e per la sua famiglia, la continuazione di una vita normale.

Avv. Giacomo Cohen
Rapallo 12/12/1938 – XVII°
A S.E. il Prefetto di Genova
Qui accluso mi onoro far tenere alla E.V..l’istanza per la mia discriminazione a mente dell’art. 14 del R.D.L. 17 novembre 1938 XVIII n. 1728.
Unisco altro esemplare del mio “curriculum vitae” per l’E.V. perché voglia compiacersi di esaminarlo.
Soggiungo che sono il terzo di undici figli, dei quali solo cinque superstiti: che mio padre e mio zio Giacomo davano lavoro a Sestri Ponente nella Conceria, ove sono nato, a oltre 800 operai. Mio zio Capo dell’Azienda ha fondata la Scuola Superiore di Commercio di Genova ed è stato tra i maggiori benefattori dell’Istituto dei Ciechi Davide Chiossone. Nella sala del Consiglio dell’Istituto Superiore di Scienze Fisiche ed Economiche Piazza Pammatone, e nell’Istituto dei Ciechi – Sala dei Concerti – esistono tuttora al posto d’onore i busti in marmo a Giacomo Cohen.
Dopo 38 anni di lavoro professionale mi sto ritirando a poco a poco nella nativa Liguria, a Rapallo.
Attendo con animo sereno le superiori decisioni sul mio “caso” assicurando l’E.V. che in qualunque evenienza saprò rendermi degno del mio passato.
Con ogni osservanza.
Giacomo Cohen
Allegata
Istanza
Fascicolo documenti

Partito nazionale fascista
Federazione dei fasci di Combattimento
Genova
Segreteria Politica
Genova, 4 gennaio 1939 XVII
A S.E. Cav. di Gr. Cr. Dr. Umberto Albini
Prefetto di Genova
Oggetto: Difesa razza istanza COHEN Avv. Giacomo fu Giuseppe – Corso regina Margherita 16 Rapallo
In riferimento al foglio contro segnato, comunico a V.E. che la Commissione avente il compito di esaminare e vagliare le domande di discriminazione, ha espresso in merito alla domanda presentata dal Sig. COHEN Avv. Giacomo fu Giuseppe, il seguente parere:
COHEN Avv. Giacomo fu Giuseppe – di razza ebraica –
Iscritto al P.N.F. dal 1/3/1923.
Esaminato l’esposto si rileva che il ricorrente possiede i requisiti di cui al comma 1 e 2 del R.D. Legge 17 novembre 1938 XVII, n° 1728 (volontario di guerra – decorato di croce di guerra) e in considerazione della sua iscrizione al P.N.F. ininterrottamente dal 1/3/1923, ed avendo egli ricoperto cariche pubbliche, la Commissione ritiene si possa benevolmente accogliere la domanda di discriminazione.
Parere che approvo.
Il Segretario Federale
(Giuseppe Massa)


Legione Territoriale dei Carabinieri Reali di Genova
Gruppo Esterno di Genova
Genova, li 7 febbraio 1939 XVIII
Risposta al foglio del 12 dicembre u/s n. 1673
Oggetto: Avv. Comm COHEN Giacomo
Alla Regia Prefettura di Genova
L’avvocato Cohen comm. Giacomo fu Giuseppe e fu Moreno Giulia, nato a Sestri Ponente il 18 aprile 1875, domiciliato in Milano e residente a Rapallo, risulta di buona condotta morale e civile, immune da precedenti penali nonché di buona condotta politica. Così i componenti la sua famiglia e cioè la moglie Arton Margherita fu Enrico e fu Loria Erminia, nata a Casale Monferrato il 20 settembre 1885, casalinga, ed il figlio Renato, nato il 31 luglio 1911 a Melnate, professore di pianoforte.
Dalle informazioni assunte nelle residenze dove egli ha svolto la sua principale attività nel campo professionale – avvocato – e sociale, Milano e Vedano Olona (Varese) è risultato che ovunque ha saputo accattivarsi la stima e considerazione delle autorità e popolazione per la sua vita irreprensibile, per l’integrità e correttezza tenuta nelle cariche ricoperte e di cui all’unita istanza, oltre che per le opere di assistenza sociale compiute che sono riportate nell’istanza stessa e per l’attaccamento dimostrato verso il Regime. Egli era inscritto al P.N.F. – sezione di Milano – sin dal 15 marzo 1923. /
Nel campo professionale era considerato uno dei migliori avvocati del foro milanese ed era circondato dalla stima dei colleghi e larga considerazione presso le autorità giudiziarie.
L’avvocato COHEN prese parte alla guerra 1915 – 1918 quale volontario ed è insignito della croce al merito di guerra come da conferma avuta dalla competente autorità militare. E’ primo capitano di fanteria in congedo.
Pertanto, tenuto conto delle benemerenze acquisite nel campo dell’assistenza sociale ed in quella amministrativa allorché ricoprì per circa un decennio (1928 - 1938) la carica di podestà di Vedano Olona; e considerato principalmente le benemerenze di guerra che lo pongono nelle condizioni previste dai nn. 1 e 2 lettera b) art. 14 del R.D.L. n. 1728 del 17 novembre 1938 XVIII, esprimo parere favorevole acchè gli venga accordata la discriminazione prevista dal citato R. Decreto.
Il Ten. Colonnello Comandante del Gruppo
(Antonino Fiorito)
Genova, 12 marzo 1939
Minuta della lettera inviata dal Prefetto di Genova alla Direzione Generale per la Demografia e la Razza, ricavata dalla correzione di quella ricevuta dalla Questura il 24 febbraio 1939.
Il parere espresso dal questore era: «Esprimo parere favorevole per l’accoglimento della istanza che restituisco unitamente agli allegati».


Riservata Raccomandata Urgente
On. Ministero dell’Interno, Direzione Generale per la Demografia e la Razza – Divisione Razza, Roma
Oggetto: Cohen Giacomo fu Giuseppe e fu Moreno Giulia nato a Sestri Ponente (Genova) il 18.4.1875, residente a Rapallo. Domanda di discriminazione.
Per i provvedimenti di competenza, trasmetto l’unita documentata domanda presentata dall’ebreo Cohen Giacomo per ottenere la discriminazione a sensi dell’art. 14, lettera b, n. 1 e 2 del R.D. 17 novembre 1938 XVII n. 1728 sulla difesa della razza italiana.
Il Cohen, residente a Rapallo e domiciliato a Milano Corso Italia n° 3, risulta di ottima condotta morale, civile e politica ed immune da precedenti sfavorevoli in questi atti.
E’ coniugato con Artom Margherita fu Enrico e fu Loria Emma nata a Casale Monferrato il 20.9.1885, pure di razza ebraica ed ha tre figli: Renato nato a Malnate (Varese) il 31.7.1911, residente a Rapallo con i genitori, Giulia nata a Milano il 19.1.1906, residente a Milano coniugata con ariano, Ada nata a Milano l’11.5.1907, residente a Milano, coniugata con ariano. Il Cohen appartenne al P.N.F. dal 15.3.1923, fu volontario della grande guerra ed è decorato della Croce al Merito.
Fu fondatore e presidente della Sezione Combattenti di Vedano Olana e per molti anni Podestà di quel Comune.
Fu presidente dell’asilo infantile, Commissario Prefettizio della Casa di riposo per vecchi poveri di Vedano Olona e presidente di quel Comitato Opera nazionale Maternità e Infanzia.
Nel 1934 notificò alla Comunità israelitica di Milano, della quale faceva parte, di non volervi più appartenere.
In tale occasione erogò l’imposta confessionale, capitalizzata in L. 10.000, a favore delle opere del Regime. /
Contribuì sempre con entusiasmo in favore delle opere del Regime ottenendo un diploma di benemerenze dell’O.N.M.I. ed altro dell’Ass. Nazionale Combattenti.
Venne nominato nel 1938 Commendatore della Corona d’Italia.
Chiede che la invocata discriminazione sia estesa alla moglie e figli che risultano pure di buona condotta in genere.
Considerato che il richiedente trovasi in possesso dei requisiti richiesti dal succitato art. 14, d’intesa con la Federazione fascista, esprime parere favorevole all’accoglimento dell’istanza.
Allego lo stato di famiglia e documenti vari.
Il Prefetto.

Ministero dell’Interno
Direzione Generale per la Demografia e la Razza
Divisione Razza
Roma, 16 aprile 1939 Anno XVII
A S.E. il Prefetto di Genova
Oggetto: Art. 14 del R.D.L. 17.11.1938 XVII n. 1728
Con provvedimento ministeriale n. 461 in data 4 c.m. sono state dichiarate non applicabili le disposizione degli art. 10 e 13 lettera h) del R.D.L. 17.111.1938 XVII, n. 1728, nei confronti del sig. Cohen Giacomo fu Giuseppe appartenente alla razza ebraica, residente a Rapallo.
Tale beneficio si intende esteso ai seguenti membri della sua famiglia:
Artom Margherita in Cohen fu Enrico – moglie
Cohen Renato di Giacomo – figlio
Cohen Giulia di Giacomo – figlia
Cohen Ada di Giacomo – figlia.
Si prega di volerne dare riservatissima comunicazione all’interessato e di voler disporre – qualora il medesimo ne faccia richiesta . l’annotazione del suddetto provvedimento nei registri di stato civile e di popolazione, evitando, fino a nuovo avviso, che la stampa dia comunque notizia della anzidetta concessione.
Pel Ministro.


25 gennaio 1941 XIX°
A S.E. Benito Mussolini
Capo del Governo
Roma
Duce!
Perdonate se, mentre si maturano così gravi e grandiosi eventi mi permetto chiedere al Vostro animo sereno di esaminare questa mia istanza e consentire che io possa rendermi utile, come me ne sento degno, alla Patria e al Partito.
Genovese d’origine, sono stato educato nel Collegio Militarizzato “Longoni” di Milano, ed ho iniziata la mia carriera professionale in Milano nel 1900, presso il Senatore Martelli e di poi presso l’Avv. Anacleto Pennati dal quale ho ereditato lo studio. Fui così legale della “Montecatini” già Unione Concimi, per 27 anni e della Banca Agricola Milanese per 32 ani. La politica dell’inizio 900 mi disgustava e me ne sono tenuto lontano.
Nel 1915, quando la mia classe (1875) era ormai fuori dagli obblighi di leva, ho lasciato la famiglia e la professione bene avviata, per correre volontario al fronte per quasi quattro anni, solo spinto dall’amore per la nostra Patria.
Inscritto al Partito dal 1° marzo 1923 non ho avuta altra fede che quella per Voi e per il Fascismo. Mio figlio Renato fu uno tra i primissimi Balilla del Gruppo Baracca.
Nel 1932 sono insorto contro le Comunità Israelitiche alle quali ero stato iscritto “ope legis” mettendomi pubblicamente in lotta contro di loro ed inimicandomi tutti gli ebrei sionisti (V. “Il Tevere” 3 maggio 1934 XII – ed il “Popolo d’Italia” I giugno 1937 XV°).
Ho abiurato nel 1934 dando le dimissioni dalla Comunità di Milano, ed ho donata l’imposta confessionale, capitalizzata in L. 10.000, per la costruenda casa Littoria in Roma e per le Opere del Regime in Vedano Olona (Varese) ove sono stato Podestà per nove anni (1929-38).
Mio figlio e mia moglie si sono associati alla mia azione contro la Comunità di Milano (rogito Dott. Trasi di Milano 22/11/1934 XIII). Le mie figlie sono da anni (una da oltre 14 anni) sposate ad ariani e tesserati del Partito.
Sono stato fondatore e Presidente della Sezione Combattenti di Vedano Olona; Giudice Conciliatore per nove anni, Presidente e Commissario Prefettizio di Opere Pie. Al Gruppo “Baracca” di Milano ho fatto parte della Commissione di disciplina. In piego a parte invio il mio “curriculum vitae” documentato e completo, che ha servito ad ottenermi la discriminazione tra le primissime (Decr. Min. 4 aprile 1939 N. 461). /
Oggi, a 65 anni compiuti, mi sono del tutto ritirato dalla professione e mi sono stabilito a Rapallo. Ma l’inerzia mi avvilisce. In questi momenti ho l’animo in tumulto; vorrei operare tra i Camerati, far sentire anche ai pavidi e neghittosi la mia grande fede in Voi e nel Fascismo, sempre viva ed entusiasta. Ho tuttavia continuato a servire nel silenzio, comprimendo ogni dolore. Assumete informazioni sul mio conto.
Voi che avete combattuto, che siete salito così in alto per amore e dedizione alla Patria, pensate che anch’io sono corso volontario al Fronte (vero volontario a 40 anni) per amore della nostra Italia, che ho sofferto anch’io per le ingiustizie di Versaglia e per l’ingratitudine dei nostri ex alleati. Purtroppo il destino mi ha posta una camicia di Nesso che non ho voluto e che non sento di meritare.
Fin dal settembre 1939 mi sono messo a disposizione del Fascio di Rapallo, offrendo come offro in oggi a Voi tutto quanto in ogni campo ed anche al Fronte può dare la mia robusta maturità.
Esaminato il mio passato, le mie risultanze dell’inchiesta che ha portato alla mia “discriminazione”, informateVi sulla mia condotta e sul mio operato silenzioso e fervido in questo mio rifugio, e, se credete che io ne sia degno, consentitemi di dedicare ancora gli ultimi anni di vita al servizio vostro e dell’Italia.
Attendo con ansia e fiducia la Vostra decisione.
Firmato Avv. Giacomo Cohen


A S. E. il Prefetto di Genova
Eccellenza,
il sottoscritto Avv. Comm. Cohen Giacomo fu Giuseppe nato a Sestri Ponente e domiciliato in Rapallo, corso Cristoforo Colombo 32 alla E. V. espone:
In data 18 del corrente mese, il Comandante di questa stazione dei RR. CC. in ottemperanza alla Nota Ministeriale n. 422/30338 del 4 novembre u.s. procedeva nell’abitazione del Ricorrente “perché di razza ebraica” a sequestro di una radio ricevente a 5 valvole, di sua proprietà.
Il sottoscritto non ha potuto esaminare la nota ministeriale suindicata e confida che il provvedimento non riguardi i cittadini italiani di razza ebraica “discriminati” (quale è il sottoscritto per Decreto Ministeriale 4 aprile 1939 XVIII n. 461) e che esso possa essere senz’altro revocato.
Comunque qualora l’eventuale revoca del provvedimento sia affidata al potere discrezionale dell’E. V. il sottoscritto si permette di richiamare alla Vs. attenzione, il suo passato di Volontario di guerra (della classe 1875) di combattente e di Fascista; ed allega il proprio “curriculum vitae” colla copia dei documenti che hanno servito ad ottenergli la “discriminazione”.
Dopo la guerra del 1915 – 1918, egli ha dato oltre 15 anni di attività fedele e volenterosa al Partito, prima al gruppo “Baracca” di Milano e di poi quale Giudice Conciliatore – Commissario Prefettizio o Presidente di Opere Pie (per oltre 6 anni) e quale podestà del Comune di Vedano Olona (per oltre 9 anni).
Ritiene di avere compiuto il proprio dovere non indegnamente per le attestazioni ottenute.
Ha donato, durante le sanzioni, tutto l’argento che deteneva in casa (oltre kg. 9500) e l’oro (gr. 200) e, ripartite nei 9 anni di podestariato oltre L. 150.000 – provenienti dal suo lavoro. Ha rinunciato PUBBLICAMENTE alla religione ebraica anche in segno di protesta contro il “Sionismo” inimicandosi tutti gli ebrei, ai quali è inviso, ed ha abbracciato con sua moglie la religione Cristiana, più umana e più consona ai suoi sentimenti (a. 1932 - 934). Ha erogata l’imposta confessionale capitalizzata a favore del Partito. Le sue figliole sono sposate ad ariani, una da oltre 15 anni. Suo figlio Renato era Balilla a 11 anni, nel 1923.
Qui a Rapallo ha donato alla Patria ed al Partito il ferro delle sue cancellate(kg. 1920), una barca a vela, la fanfara per la GIL e quant’altro ha potuto in ogni circostanza.
La E.V. potrà, se crederà opportuno, chiedere informazioni sul conto del sottoscritto all’ex Segretario Politico del Fascio di Rapallo, Dr. Mingo Ferrea che risiede in Genova, oppure al Fascio locale.
Perdonate, Eccellenza, se mi sono permesso di enumerare alcune delle mie benemerenze – anche recenti – e questo non già per farmene vanto, in quanto ho sempre agito ed agisco, qui in Rapallo in forma anonima, non desiderando si possa pensare che alla mia età (ho ormai 67 anni) io abbia aspirazioni materiali o qualsiasi vanità! Desidero soltanto vivere e seguire, come ogni buon italiano, questi momenti epici per la nostra Italia e persuadere l’E.V. come, per i sentimenti che mi hanno sempre animato e mi animano, io abbia profondamente sofferto, e specialmente per il significato morale, per il patito sequestro.
Richiamato quanto sopra esposto, il sottoscritto si permette di fare, come fa
RISPETTOSA ISTANZA
alla E.V. perché voglia revocare nei suoi confronti il Provvedimento preso, ordinando la restituzione dell’apparecchio radio ricevente a 5 valvole sequestratogli il 18 dicembre 1941 XX dal comando dei RR. CC. di Rapallo.
22 dicembre 1941 XX
F° Avv. G. Cohen





