
ASGe, Prefettura italiana 1879-1945, ex Sala 21, n. 185.
La biografia di Salvatore Foa, da lui riassunta nella richiesta di emancipazione, riporta alla storia degli Stabilimenti Ansaldo nel periodo della prima Guerra Mondiale, dalla produzione di macchine marine e artiglierie prima e dopo Caporetto agli scioperi violenti del biennio rosso. Ingegnere, dirigente di reparti industriali e soprintendente tecnico alla produzione ed al settaggio delle artiglierie anche in zona di guerra, Salvatore Foa conferma la sua «dedizione suprema alla famiglia ed alla Patria se questa gli facesse ancora l’onore di chiedergli alcunché».

A S.E. il Ministro dell’Interno
Roma
Il sottoscritto Foa Salvatore Samuele, coniugato, fu Giacomo e della fu Vitale Allegrina entrambi cittadini italiani appartenenti ad antichissime famiglie italiane stabilitesi in Piemonte dal XIII secolo, nato ad Alessandria il 30 agosto 1892, residente a Genova via Ippolito d’Aste uno, di razza ebraica, visto il R.D. 17 novembre 1938 XVII° n. 1728 ed a norma del n° 6 comma b. dell’art. 14 del suddetto reverentemente insta affinché vogliate far prendere benevolmente in esame dall’On. Commissione di cui ai termini dell’art. 16 i seguenti dati al fine di dichiararlo meritevole dei benefici di cui all’art. 14 del R. D. L. n. 1728 surriferito:
Dati spirituali: 1911 trovandosi in Belgio a Liegi caffè della Reinassance un gruppo di malintenzionati inveisce contro l’Italia in una violenta discussione sulla guerra di Tripoli il ricorrente solo contro dieci si fa in mezzo al gruppo degli scalmanati ed impegna in una zuffa nella quale sopraffatto riporta naturalmente la peggio: il console comm. Greppi, venuto a conoscenza del fatto gli fece le congratulazioni con lettera attualmente smarrita, di cui forse è traccia negli archivi del R. conso-/lato.
1919 sorge in Genova l’associazione italiana di fede e di solidarietà nazionale il ricorrente fra i primi aderisce entusiasticamente alla associazione e la presidenza risponde con lettera di cui all’allegato 1.
1919 per le sue note tendenze di lealismo e di patriottismo è nominato direttore generale della Esposizione della Vittoria all’Acquasola a Genova che il 24 maggio dello stesso anno è inaugurata dai ministri che non gli lesinarono encomi solenni per l’opera da lui svolta in quella occasione per mettere in valore la Vittoria delle nostre armi e il prestigio della vittoria nei prossimi sviluppi della pace.
1919 (agosto 20) in occasione di un grave sinistro che poteva assumere proporzioni molto vaste il ricorrente con un atto di pura abnegazione stronca un incendio al suo sorgere (allegato 2).
1919 Ottobre il Grand Uff. Pio Perrone gli affida la direzione dei lavori al VI esposizione internazionale di aviazione di Parigi Gra<n>d Salon che sarà poi inaugurata il 19 dicembre con un notevole successo talché il presidente della Repubblica Pioncarè unitamente ai marescialli Foch e Petain fa al ri-/corrente i suoi pubblici elogi ciò fu riportato da tutti i giornali dell’epoca e di cui si allega un estratto di un giornale americano per dare un’idea dell’importanza dello avvenimento.
1920 Agosto si ventila a Roma l’idea di una esposizione del Lavoro, il presidente Ministro di Stato Pio Carbonelli chiama a sé il ricorrente per gli studi preliminari a Monte Mario, l’iniziativa per cause varie non ultima per il giudizio sfavorevole del ricorrente non ha più avuto seguito.
1921 il ricorrente è dirigente del reparto impianti fissi alle Grandi Fucine Gio Fossati & C. di Sestri Ponente in giorni di sciopero violento è assediato nella direzione che con qualche collega difende strenuamente dall’ira devastatrice delle masse esagitate (Direz. Ing. Segala), finalmente affronta da solo la smania degli indemoniati e riesce a placarli ed a fare cessare la canea che minacciava grosse cose.
Dati di fatto: allo scoppio della guerra, essendo riformato, è assunto allo stabilimento Ansaldo Meccanico (allegato 3) di Sampierdarena, dopo qualche mese di tirocinio è destinato alla direzione reparto del Montaggio Macchine marine ed in tale funzione condusse a termine (costruzione e collaudo) gli / apparati motori del Caccia del tipo “Mirabello”, nel frattempo in una seconda visita militare il ricorrente è riconosciuto abile al servizio militare e scrisse alla Direzione dello Ansaldo di lasciarlo libero di assumere il servizio militare se non che gli fu risposto che altri meno necessari potevano prendere il suo posto e fu nominato dirigente del Reparto Artiglierie dello Stab. Meccanico: in tale funzione cooperò largamente allo studio ed alla realizzazione dell’affusto per obice pesante campale da 149, 1 tipo Ansaldo ciò che fece evidentemente con soddisfazione della Commissione preposta se questa con lettera 1/10/1917 esternò (cosa insolita) la propria soddisfazione alla direzione dello Stabilimento (allegato 4).
In seguito gli fu affidato la costruzione in serie degli affusti da 105 tipo Schneider che per allora presentava non poche difficoltà che il ricorrente ritiene di avere superato tanto che gli fu affidata anche la costruzione dei tipi analoghi 106,5 per la Russia di cui la superiore direzione dell’artiglieria fu pienamente soddisfatta talché in occasione della visita del Ministro Protopopoff il ricorrente fu proposto per un’altissima onorificenza (ordine di S. Andrea) che per il sopravvenire degli / avvenimenti gli fu notificata in via ufficiale ma non concessa.
La costruzione delle Artiglierie presentava allora gravi difficoltà di ordine tecnico nel quadro dei metalli e il Prof. Federico Giolitti affida al nostro con ordine di servizio generale degli Stabilimenti Ansaldo la sovrintendenza tecnica in questo ramo al ricorrente, sovrintendenza che mantenne a lungo per lo Stabilimento Meccanico anche quando fu destinato ad altre mansioni.
Il suo modesto lavoro in questo quadro e soprattutto nel quadro organizzativo generale delle officine a lui affidategli permise (l’Ing. Comm. Carlo Serra potrebbe forse ancora affermarlo e con lui il Generale Marchionni e Cerutti del Ruolo Tecnico dello R. Esercito) alla produzione dopo le tristi giornate di Caporetto di portarsi dai cento pezzi mensili ai Mille: le notti insonni del ricorrente passate sul lavoro in quei tempi possono essere ricordate da largo numero delle maestranze e dei tecnici di allora di cui gran numero è ancora grazie a Dio, vivente!!! Lo zelo del ricorrente e la sua fede integerrima che non poteva manifestarsi che nel lavoro e nella sua piena dedizione ad esso fu tanto riconosciuta dalle superiori autorità che per / ordine dell’On. Ministero delle Munizioni nei giorni precedenti la vittoriosa battaglia del Vodice (maggio 1917) il ricorrente fu mandato in zona di guerra (allegato 5°) per la verifica delle batterie in assetto di tiro prima che l’offensiva si iniziasse; tale verifica e messa a punto fu dal ricorrente eseguita sotto il tiro delle batterie nemiche così egregiamente che il Generale Rossi comandante il settore di Cervignano in presenza del Colonello Ginocchio chiamò a sé il sottoscritto per complimentarlo per l’egregia opera svolta a malgrado delle terribili condizioni. Riconosciuta la necessità di organismi di controllo e di riparazione in luogo gli fu allora ordinata la creazione dell’officina di Pampaluna che il ricorrente attrezzò in mezzo a mille difficoltà in meno di dieci giorni a costo di ogni sacrificio e di ogni privazione.
Di poi gli fu affidata la istruzione tecnica dei reparti ufficiali e soldati dei raggruppamenti 6° e 9° rispettivamente a Vigevano e Pavia ciò che il ricorrente fece quotidianamente per tutto l’inverno del 1917 accudendo contemporaneamente al lavoro in officina cioè concedendosi un minimo di riposo quotidiano.
Sul finire del 1918 il ricorrente assunse la dire-/zione generale di tutte le Costruzioni Artiglierie dell’Ansaldo situazione che detenne fino all’esple<ta>mento delle cosiddette Commissioni di Guerra, e la conseguente trasformazione degli impianti relativi in impianti per le costruzioni di pace, fino a che distolto dalle Esposizioni di Genova e di Parigi fu trasferito alle Grandi Fucine Gio Fossati & C. di Sestri Ponente (allegato 6) facente parte lo stesso gruppo Ansaldo, dove diede prove civili indubbie del suo lealismo e della sua costante devozione alle istituzioni della Patria fino a che sul principio del 1921 in seguito alla tensione subita per anni ed anni si ammalò gravemente e dovette forzatamente lasciare l’impiego. Solo due anni dopo poté riprendere lentamente a lavorare e istituì un ufficio brevetti d’invenzione che ancora oggi dirige con il presupposto inalterabile di essere utile e di rendere utili alla Patria quanto e quanti hanno avuto ricorso a lui. Si inscrisse al partito nel 1933 liberamente per decisione spontanea ché nessuna considerazione poteva influenzarlo su questa via se non la propria intima convinzione.
Questo è in sintesi quanto il sottoscritto ha fatto ed ha dato alla sua Patria nel quadro limitato delle sue possibilità: non possiede beni di fortu-/na né tanto meno stabili: ha vissuto e vive del suo lavoro con dedizione suprema alla famiglia ed alla Patria se questa gli facesse ancora l’onore di chiedergli alcunché.
Salvatore Foa

Legione Territoriale dei Carabinieri di Genova
Gruppo interno di Genova
Genova, li 18 aprile 1939 A. XVII°.
Alla Regia Prefettura di Genova
Oggetto: Esito informazioni su appartenenti alla razza ebraica.
Riservato
Sul conto di Foa’ Salvatore fu Giacomo e fu Vitali Allegrina, nato ad Alessandria il 30 agosto 1892, residente in Genova – Via Ippolito d’Aste n° I, agente di brevetti di invenzioni, convivente con la moglie, Levi Adriana, di anni 38, casalinga, e con la suocera, Levi Bianca di anni 60, pure casalinga, risulta:
I°) Di buona condotta politica, iscritto al P.N.F. dal 31/7/1933.
La moglie e la suocera pur non essendo iscritte al Fascio, sono di sentimenti favorevoli al Regime;
2°) Non ha benemerenze militari. Durante la grande guerra, quale ingegnere meccanico, prestò per cinque anni servizio nelle officine della ditta “Ansaldo & Compagni” di Sampierdarena reparto costruzioni artiglieria;
3°) Non ha benemerenze sociali;
4°) Nel 1919, dal Comitato Esecutivo dell’esposizione di Genova, per essersi prodigato allo spegnimento di un incendio sviluppatosi nella gabina della proiezione cinematografica del luogo veniva decorato della medaglia d’oro di benemerenza. Dal 1919 al 1921 fece parte dei soci fondatori del “Risorgimento” Associazione Italiana di fede e di solidarietà Nazionale di Genova;
5°) Di buona condotta morale e di buona reputazione pubblica come i suoi famigliari;
6°) N.N.
Quanto è detto nella istanza, che si restituisce, risulta rispondente a verità e, pertanto, questo comando ritiene che possa farsi luogo all’accoglimento della domanda stessa.
Il Tenente Colonnello Comandante del Gruppo
(Giuseppe Batti)

Partito nazionale fascista
Federazione dei fasci di Combattimento
Genova
Segreteria Politica
Genova, 28 aprile 1939 XVII
A S.E. il Prefetto di Genova
Oggetto: Difesa razza istanza Foà Salvatore fu Giacomo – Via ippolito D’Aste 1 - Genova
In riferimento al foglio contro-segnato, comunico a V.E. che la Commissione avente il compito di esaminare e vagliare le domande di discriminazione, ha espresso in merito alla domanda presentata dal Sig. Foa’ Salvatore fu Giacomo, il seguente parere:
Foa’ Salvatore fu Giacomo – di razza ebraica – Non iscritto al P.N.F.
Esaminato l’esposto, non riscontrando in esso benemerenze eccezionali che possono giustificare una eventuale discriminazione, la Commissione esprime parere contrario all’accoglimento dell’istanza in considerazione pure della mancata iscrizione al P.N.F. del richiedente.
Parere che approvo.
Il Segretario Federale
(Giuseppe Massa)
Il Vice Segretario Federale
(Armando Cereseto)
Genova, 19 maggio 1939
Minuta della lettera inviata dal Prefetto di Genova alla Direzione Generale per la Demografia e la Razza, ricavata dalla correzione di quella trasmessa dalla Questura l’11 aprile 1939.
Il parere espresso dal questore era: «Esprimo parere favorevole per l’accoglimento della istanza che restituisco unitamente agli allegati».

Riservata – Raccomandata Urgente
Genova, 19 aprile <errore per maggio> 1939 A. XVII°.
On. Ministero dell’Interno
Direzione Gen. per la Demografia e la Razza – Div. Razza, Roma
Oggetto: Foa Salvatore fu Giacomo e Vitale Allegrina nato ad Alessandria il 30.8.1892, abitante in Genova. Domanda di discriminazione per eccezionali benemerenze.
Per i provvedimenti di competenza trasmetto l’unita domanda prodotta dall’ebreo Ing. Foa’ Salvatore per essere discriminato a sensi dell’art. 14, lett. b., n. 6, del R.D. 17 novembre 1938.XVII n. 1728 sulla difesa della razza italiana.
Il Foa, residente in Genova da molti anni, risulta di buona condotta morale civile e politica ed immune da precedenti sfavorevoli in questi atti.
E’ coniugato con Levi Adriana fu Leon Vita e fu Levi Debora Bianca nata a Genova il 12.10.1901, pure di razza ebraica e non ha figli.
E’ titolare di un ufficio di brevetti d’invenzione.
Fu iscritto al P.N.F. dal 31.7.1933. Non prestò servizio militare perché riformato.
Durante la Grande Guerra venne, in un secondo tempo, dichiarato abile al servizio militare ma esonerato perché addetto allo Stabilimento Ausiliario Ansaldo e, come ingegnere, nominato dirigente il Reparto Artiglierie.
Fu efficace collaboratore nella produzione di materiale da guerra e data la sua competenza tecnica fu inviato anche in zona di Guerra per la verifica alle batterie prima dell’inizio di importante offensiva.
Fu direttore dell’Esposizione della Vittoria tenuta in Genova nel 1919 e nello stesso anno venne mandato a Parigi per l’organizzazione e la direzione dei lavori alla VI Esposizione Internazionale di Aviazione.
In occasione dell’Esposizione della Vittoria il Comitato Esecutivo concesse al Foa la medaglia d’oro in segno di riconoscenza per l’opera svolta con prontezza nello spegnimento di un incendio veri-/fica tosi nella cabina delle proiezioni cinematografiche.
Fu tra i fondatori dell’Associazione del “Risorgimento” Associazione Italiana di fede e solidarietà nazionale in Genova e vi fu iscritto dal 1919 al 1921.
Chiede che la discriminazione sia estesa alla moglie che risulta pure di buona condotta in genere.
La Federazione Fascista, in ordine all’invocato beneficio, ha espresso parere contrario non ravvisando esistenti, nel caso, gli estremi richiesti dalla legge.
Considerati peraltro gli ottimi precedenti del Foa, la sua azione svolta nel campo industriale e negli stabilimenti ausiliari durante il periodo bellico, i sentimenti patriottici dimostrati dalla sua iscrizione, nel dopoguerra, ad associazione che fiancheggiò anche il movimento fascista, ritengo che la sua istanza di discriminazione possa essere favorevolmente esaminata, anche per quanto attiene all’estensione del beneficio alla moglie.
Allego documenti vari.
Il Prefetto


Il nome di Salvatore Foa non compare nella lista elettorale del 1937 della Comunità Israelitica di Genova, mentre è registrato al numero 577 della Rubrica A del censimento degli ebrei del 1938, dove la moglie Adriana Levi figura al numero 890. Non risultano sulla matricola annotazioni in merito alla concessione del provvedimento di discriminazione.





