PEC: as-ge@pec.cultura.gov.it   e-mail: as-ge@cultura.gov.it   tel: +39 010537561 (centralino) - 

Soprintendenza archivistica e bibliografica della Liguria - Archivio di Stato di Genova

Giornata internazionale della donna 2026

In occasione della Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, l’Archivio di Stato di Genova ha scelto di presentare al pubblico la figura di una donna vissuta nella seconda metà del XIII secolo. Il ritratto di Grimaldina, che può essere considerata il simbolo delle spose dei mercanti genovesi, è tracciato in due documenti dal marito di lei, Buscarello Ghisolfi, uomo di fiducia e ambasciatore in Occidente dell’Il-Khan di Persia Arghoun.

1303, giugno 20, Genova

Testamento di Buscarello Ghisolfi.

ASGe, Notai ignoti, busta 8, frammento 93 j.

In procinto di partire per un nuovo viaggio, Buscarello Ghisolfi detta le sue volontà, lasciando disposizioni sui propri beni, sul luogo scelto per la sepoltura e sulla distribuzione di lasciti pro anima. E’ un documento, come consuetudine, dal contenuto pratico, senza alcun accenno alla propria vita avventurosa o al rapporto con i potenti d’Oriente e d’Occidente. Solo il riferimento ad una possibile morte in mare fa presumere, insieme con l’atto di procura che segue il testamento, una imminente partenza. Buscarello sceglie il monastero di Sant’Andrea di Sestri come luogo di sepoltura e stabilisce la cifra, non indifferente, di 15 lire per le esequie; in caso di morte in mare, tale somma dovrà essere impiegata a sgravio della sua anima, insieme con un lascito di 100 lire posto a beneficio di orfani, vedove, infermi ricoverati in ospedali, poveri e religiosi per la celebrazione di messe di suffragio. Come dispensatrice unica, con libertà di decisione, dei lasciti pro anima è indicata la moglie Grimaldina, di cui non viene indicato il casato ma che doveva appartenere a famiglia facoltosa, a giudicare dal patrimonio di cui, come consueto, viene indicato l’obbligo di restituzione: 700 lire di dote e beni extradotali per complessive 400 lire, 300 delle quali conferite ai figli per una accomendacio, oltre alle 100 lire donatele da Buscarello al momento del matrimonio. Il legame di stima e fiducia tra marito e moglie emerge in ogni disposizione del testamento: Grimaldina riceve come legato la proprietà di tutte le sue vesti, anelli e gioielli, il letto matrimoniale con corredo, l’usufrutto della proprietà sita in Gaiano; potrà stabilire l’ammontare della dote da assegnare alle figlie Argentina e Manfredina, e decidere se debbano sposarsi o entrare in convento; è nominata tutrice e curatrice di Raffetto, Argoun, Edoardo e Vivaldino, figli ed eredi di Buscarello, senza alcun obbligo di rendicontazione; se rimarrà a vivere con i figli in abito vedovile sarà amministratrice di tutti i beni del marito e potrà restare nella camera padronale che ha diviso con lui, tanto in città quanto in villa; potrà disporre a suo talento dei servigi delle schiave Camosa e Maria. La figura di Grimaldina, che Buscarello nomina, con successivo documento, procuratrice ed amministratrice dei suoi beni, emerge come simbolo delle donne genovesi alle quali si ispirerà Boccaccio per il personaggio di Ginevra, moglie di Bernabò Lomellino, che ne vanta le virtù non solo domestiche: “costumatissima, savia e discreta molto. Appresso questo la commendò meglio sapere leggere e scrivere e fare una ragione che se un mercatante fosse” (Decamerone, 2, 9).

1303, <giugno 20, Genova>

Buscarello Ghisolfi conferisce alla moglie Grimaldina mandato di procura generale per l’amministrazione dei suoi affari, il recupero dei crediti e le liti.

ASGe, Notai ignoti, busta 8, frammento 93 j.

Il testo di questa procura è la chiara dimostrazione della completa fiducia che Buscarello, spesso assente a causa della sua attività di mercante, ripone nella moglie, che in sua vece svolge probabilmente da anni le funzioni di capofamiglia. Grimaldina potrà agire liberamente in tutto e per tutto, anche in giudizio, amministrare i beni del marito, contrarre obbligazioni in suo nome, riscuotere crediti e rilasciare quietanze, cedere diritti, comprare, vendere, permutare, prendere denaro in prestito, nominare arbitri, compiere tutte le azioni che sarebbero nelle disponibilità del marito, se fosse presente. Potrà inoltre nominare uno o più procuratori che agiscano in sua vece, attribuendo loro gli incarichi e l’autorità che riterrà più opportuni.



Ultimo aggiornamento: 06/03/2026