
12 luglio 1653
Pier Maria Gropallo
Delineatione de’ territorii delle Viosenne, Pornassi, Cossio del Capitaneato della Pieve, confinanti con la Briga et Olmea di Savoja, fatta a 12 luglio 1653
Disegno acquerellato su foglio piegato in tre, parte di un atlante, mm 428 x 800
ASGe, Manoscritti, 39, Atlante A, Feudorum orae occidentalis cum eorum finibus, s.n.
Alla luce di una serie di conflitti confinari, con atto del 27 novembre 1643, la Giunta dei Confini di Genova riconobbe la necessità di una mappatura sistematica dei confini della Repubblica, risultata nella produzione di due atlanti, conosciuti come Atlante A, che rappresenta i domini della Riviera Occidentale, e Atlante B, che copre l’area dell’Oltregiogo, come le valli Stura, Lemme e Scrivia. I tecnici impiegati in queste rilevazioni erano sia ingegneri sia pittori.
Il documento in questione fa parte dell’atlante che porta come titolo Feudorum orae occidentalis cum eorum finibus, composto da 33 tavole acquerellate dei feudi della Riviera Occidentale. Tali rappresentazioni cartografiche sono coerenti e omogenee tra di loro, in quanto frutto del lavoro di un unico autore, Pier Maria Groppallo, che ben rappresenta quelle figure di pittori cartografi che furono i i protagonisti dei lavori di mappatura degli stati europei dei secoli XVI-XVII, prima che la cartografia virasse su una più decisa impronta geometrica a scapito della restituzione pittorica, come esplicitato dagli studi di Massimo Quaini.
Anche se queste tavole sono più simili a rappresentazioni prospettiche legate alle vedute paesaggistiche che a vere carte topografiche, si tratta di documenti che possiedono informazioni rilevanti per lo studio del territorio e sono precedute da una planimetria zenitale, detta «delinatione superficiale», nella quale il Groppallo riporta geometricamente le distanze e le misure. La combinazione di veduta prospettica e in pianta rappresenta un fine tentativo di fornire una riproduzione geometrica dei limiti giurisdizionali e delle zone oggetto di controversia.
La raffigurazione in questione rappresenta con una veduta panoramica parte della vallata del torrente Negrone e del fiume Tanaro. Come esplicitato dalla legenda contenuta in un cartiglio in alto a sinistra, una linea rossa e alcune lettere determinano il perimetro dei confini delle varie comunità di «Briga, Viosenne, Ormea, Pornassi e Cossio».
Il disegno è realizzato a mano e colorato ad acquerello. I rilievi sono rappresentati in veduta prospettica, con coni di colore verde e verde-giallo, utilizzando un’ombreggiatura di differenti tonalità di verde per far risaltare la plasticità della morfologia e le singole valli.
I punti di confini sono collocati sul crinale e coincidono con molti siti detti «Costa» o (più interessante ancora) con «Alpe», toponimo indizio di una pratica di alpeggio e monticazione per sfruttare queste stazioni prative sommitali con il bestiame ovino e bovino («Alpe di Torria», «Alpe di Grimaldo», «Alpe della Rottaira»). Sono rappresentate poche strade, così come abitati ed edifici, con l’eccezione della Cappella di San Bartolomeo, e quella della Madonna di Prato Freddo.
Le Viozene, attualmente in Comune di Ormea, erano una vasta regione ricchissima di acque, boschi e praterie situata alla testata delle valli del Negrone e del Tanaro, sfruttata per il pascolo dagli ormeaschi e dagli abitanti di Pieve di Teco.
Nella rappresentazione si illustra il tipo di uso del suolo segnando fasce agricole, boschi, boschi radi
e pascoli situati a diverse altezze sui rilievi montuosi, riprodotti tramite tratteggio e sfumature cromatiche. L’unica area boschiva è presente sulla riva destra del «Fossato detto li due fossati»; una mosaicatura verde più decisa indica su alcuni versanti, a mezza quota, la presenza di colture che potrebbero essere colture temporanee; il resto del territorio è indicato a prato e pascolo nudi, a copertura vegetale prevalentemente erbacea con pochissimi appezzamenti alberati, a mostrare una gestione pastorale intensiva di versanti che ad oggi appaiono quasi totalmente boscati.
Scheda di Nicola Gabellieri, tratta da:
Sulle tracce dei pastori in Liguria. Eredità storiche e ambientali della transumanza,
a cura di Nicola Gabellieri, Valentina Pescini e Daniele Tinterri, Genova 2020. Catalogo della mostra tenuta all’Archivio di Stato di Genova dal 16 settembre al 5 dicembre 2020.





